Martin Pescatore

https://it.wikipedia.org/wiki/Alcedo_atthis

La specie è stata descritta scientificamente per la prima volta da Linneo nel suo Systema Naturae del 1758, col nome scientifico di Gracula atthis[4], sottintendendone un’affinità con gli uccelli comunemente noti come “merli parlanti”. Tale affinità, basata unicamente su similitudini esteriori, si è rivelata infondata, e pertanto questo uccello è stato successivamente riclassificato nel genere Alcedo.
Il nome scientifico del genere deriva dal latino alcedo, termine utilizzato dagli antichi per descrivere questo animale e derivante a sua volta dal greco ἀλκυών (halcyon), in riferimento al mito di Alcione, che venne trasformata dagli dèi in uno di questi uccelli assieme al marito Ceice: il nome della specie deriva anch’esso dal latino Atthis, col significato di Attide, intesa come la bellissima favorita della poetessa Saffo[5]: è tuttavia da notare che Marziale chiama con questo nome Procne e Filomela dopo la loro trasformazione in uccelli (rispettivamente una rondine ed usignolo).

Nell’ambito del proprio genere di appartenenza, il martin pescatore comune è affine geneticamente al molto simile martin pescatore dalle orecchie bianche (Alcedo meninting), oltre che al martin pescatore blu (Alcedo semitorquata) e al martin pescatore di Blyth (Alcedo hercules)[6].

Un martin pescatore a Bentivoglio.

Occupando un areale così ampio e un gran numero di habitat differenti, non stupisce che il martin pescatore presenti una variabilità locale assai marcata, che ha portato gli studiosi ad identificarne almeno 7 sottospecie, distinguibili fra loro principalmente in base alla tonalità di colore dell’azzurro del dorso e dell’arancio sul ventre, ma anche per altri parametri come le dimensioni e le proporzioni del becco rispetto alla testa e al corpo;

  • Alcedo atthis atthis: la sottospecie nominale, nidificante dall’Italia meridionale e al Nordafrica fino al Kashmir e alla Siberia, mentre sverna in Nubia, penisola arabica e Pakistan.
  • Alcedo atthis bengalensis: diffusa dalla Mongolia e al Giappone a sud fino all’India orientale, al Sud-est asiatico e alle Filippine, dove sverna. Più piccola e dalla colorazione più vivida rispetto alla sottospecie nominale.
  • Alcedo atthis floresiana: diffusa nelle isole dell’arcipelago indonesiano fra Bali e Timor, di colore blu intenso con disegno rossiccio con presenza di blu sulle guance.
  • Alcedo atthis hispidoides: diffusa fra Sulawesi e la Nuova Guinea, oltre che in numerose isole della Melanesia e della Micronesia. Il colore blu è ancora più scuro che nella sottospecie floresiana e anche il disegno guanciale è bluastro: sono inoltre presenti riflessi purpurei su nuca e coda.
  • Alcedo atthis ispida: nidifica in gran parte dell’Europa, dalla porzione meridionale della penisola scandinava alle isole britanniche ad est fino agli Urali, mentre sverna nella porzione meridionale della penisola iberica e in Medio Oriente: rispetto alla sottospecie nominale presenta dimensioni leggermente maggiori e piumaggio più chiaro con presenza diffusa di bianco su gola e nuca.
  • Alcedo atthis solomonensis: endemica della porzione delle Isole Salomone ad ovest dell’isola di Makira, rappresenta la sottospecie asiatica di maggiori dimensioni e si presenta simile ad Alcedo atthis hispioides, rispetto al quale presenta sfumature purpuree ancora più evidenti e col quale condivide l’areale e si incrocia senza problemi,.
  • Alcedo atthis taprobana: sottospecie diffusa in India meridionale e Sri Lanka, di taglia simile alla sottospecie bengalensis, rispetto alla quale presenta becco più corto e tozzo e iridescenza della parte dorsale del corpo tendente all’azzurro piuttosto che al verde.

In generale, le dimensioni delle sottospecie tendono a diminuire con un gradiente che va in direttrice nord-ovest/sud-est (con la notabile eccezione della sottospecie solomonensis), gradiente secondo il quale si osserva anche il cambiamento del colore della macchia guanciale da arancio a blu e dei riflessi della parte dorsale del corpo da verdi ad azzurri e (a sud della linea Wallace) la comparsa di riflessi color porpora sul dorso.

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